Chi di noi non ha provato assoluta ammirazione e verso Xena Principessa Guerriera?
Beh se sei nato tra gli anni 90 e 2000 sicuramente quando pensi ad un modello di donna forte, grintosa e che mena senza ritegno dalla mattina alla sera penserai a lei, ma a chi pensavano invece le giovani donne del passato?
Non abbiamo un riferimento univoco in tema di ” Prima pro-wrestler donna della storia”, ma sicuramente ci sono state figure senza le quali non saremmo mai arrivati alle 17 campionesse mondiali della WWE.
Dapprima confinata ad esibirsi per circhi e fiere itineranti, la prima donna lottatrice a vincere un titolo e ad essere percepita come icona femminile fu l’ancora adolescente Cora Linvingston, nome d’arte di Cora B. Bowser, dopo il debutto nel 1906 a Buffalo.
La giovane americana non si faceva problemi a combattere contro donne e uomini, e nel 1910 sconfisse la collega Laura Bennett, aggiudicandosi il “primo titolo di campionessa femminile del Mondo”.

Condivise le copertine dei giornali con molti uomini lottatori, incitava le donne ad allenarsi per questo sport definendolo un toccasana per il fisico e grazie a questa sua nota ribelle molte donne la sfidarono (spesso perdendo rovinosamente, anche perché non era conosciuta per andare molto per il sottile).
Cora affermava che “fare il bagno indebolisce” il corpo, quindi una sola volta alla settimana si dedicava al bagno turco come unica eccezione.
Seguiva inoltre una dieta rigorosa, con pasti leggeri e carne consumata solo a mezzogiorno e sebbene non fosse proprio un granché in termine di igiene, diverse società sportive in tutto il paese la contattarono per chiederle di insegnare atletica nelle loro strutture.

Cora Livingston e Jane Henry durante una sessione di allenamento nel 1922L’intento di dimostrare la serietà delle donne nello sport da combattimento nel tempo, divenne l’obbiettivo anche di altre lottatrici, come Mildred Burke, vicina temporalmente a Cora ma anche come stile e tecnica. Infatti le due abbracciavano un approccio molto simile alla lotta libera e greco-romana, con molte prese e un grande lavoro a terra, molto diverso dalle acrobazie del pro-wrestling moderno!

Mildred BurkeNegli anni ’30 e ’40, per promuovere gli incontri e dimostrare il proprio valore), Burke accettò sfide contro uomini durante alcuni eventi. In uno di questi casi, un uomo del pubblico, convinto che il wrestling femminile fosse “una farsa” salì sul ring per metterla alla prova.
La donna ovviamente lo sottomise dopo pochi minuti, dimostrando che la sua forza fisica e la sua preparazione atletica la rendeva capace di competere con gli uomini, e abbattendo così molti degli stereotipi del mondo dello sport (che ancora oggi sembrano non essere stati del tutto cancellati).
Una delle lottatrici che mantenne il titolo di campionessa per più tempo fu la controversa Moolah anche detta “The Fabulous Moolah”, entrata nella WWE Hall of Fame nel 1995.
La sua carriera inizia negli anni ’40 e proseguirà poi (con qualche interruzione) fino a gli anni ’80, allenando anche numerose atlete nella sua scuola di Wrestling, che divenne un’arma a doppio taglio per il suo personaggio: accrescendo la sua fama ma anche le numerose accuse a suo carico.

The Fabulous MoolahPotremmo scriverci un libro sulle donne che hanno costruito la propria carriera sul Wrestling, Ops! o forse l’hanno già fatto, e per questo citerei “Sisterhood of the Squared Circle: The History and Rise of Women’s Wrestling” di Pat Laprade e Dan Murphy.
Quindi mentre vi iscrivete ad un corso di inglese “diventa madrelingua in 48h” per tradurre quel meraviglioso libro, vi invito a ricondividere e commentare se volete che approfondisca qualche argomento in particolare,
1, 2, 3…
Egothika

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