Attraverso gli occhi di Lourdes Grobet
Qualche articolo fa abbiamo parlato del fenomeno messicano de “Los Exoticos” e del loro grido di denuncia che ha squarciato il Ventesimo secolo. Come in quel caso il linguaggio perfetto per esplorare il complesso mondo dei Luchador, è quello artistico, infatti quale può essere il modo migliore per giocare con la loro estetica variopinta se non attraverso la fotografia?!
Il racconto visivo della fotografa messicana Lourdes Grobet ha portato su un piano diverso quello che da -non addetti ai lavori- potrebbe essere visto come un semplice personaggio dello spettacolo, un po’ folk un po’ carnevalesco; facendone risaltare invece la profonda connessione con il territorio, la famiglia e la tradizione atletica di un popolo.
Pur mantenendo il loro caratteristico aspetto mascherato, il vero travestimento mancante nell’opera documentaristica “Lucha Libre: I ritratti di famiglia” è quello del ruolo aggressivo e virile che invece impersonificano quando lottano sul ring.

Il suo percorso immersivo, durato più di 25 anni, mostra i lottatori nella quotidianità, con gli affetti e spesso nelle loro occupazioni lavorative, accorciando la distanza tra la gente comune e questi grandi sportivi, visti come veri e propri idoli da grandi e più piccoli.
Il suo approccio andava ben oltre a quello di una semplice foto-reporter, arrivando ad essere più similare alla modalità di osservazione partecipante tipica di antropologi e sociologi, senza la quale non avrebbe mai potuto immortalare momenti estremamente intimi dei lottatori, arrivando anche a stringere legami molto profondi.
Le parole -per citare i Depeche Mode- non sono necessarie, perciò vi lascio con parte dell’opera di Lourdes in attesa che un venditore di Vinted accetti la mia offerta sul catalogo della fotografa…1, 2, 3…
Egothika










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